Rischi cyber dell'AI: cosa chiedono BCE e Banca d'Italia alle banche
La BCE chiede alle banche significative di inviare entro il 31 ottobre 2026 un piano d'azione contro le minacce cyber abilitate dall'intelligenza artificiale. Banca d'Italia ha esteso la richiesta a banche meno significative e altri intermediari, con una relazione e un piano di lavoro da trasmettere entro il 31 dicembre 2026.
In breve
- Perché: i modelli AI più recenti trovano vulnerabilità e generano exploit funzionanti a una velocità senza precedenti. Il tempo tra scoperta e attacco si accorcia.
- Banche significative: piano d'azione al proprio Joint Supervisory Team entro il 31 ottobre 2026 (lettera BCE SSM-2026-0301 del 7 luglio 2026).
- BCC, banche meno significative e intermediari: relazione con piano di lavoro a Banca d'Italia entro il 31 dicembre 2026 (comunicazione del 17 luglio 2026).
- Chi risponde: l'organo di amministrazione. Per Banca d'Italia il CdA esamina la comunicazione in seduta congiunta con il Collegio Sindacale.
- Base normativa: nessun obbligo nuovo. Entrambe le autorità richiamano DORA, che resta pienamente valido.
Perché le autorità si sono mosse
Il 13 maggio 2026 il vicepresidente del Consiglio di vigilanza della BCE, Frank Elderson, ha descritto le capacità di Mythos, il modello di Anthropic. Secondo la BCE il modello trova e sfrutta da solo le vulnerabilità e combina difetti minori in attacchi su larga scala. Riesce anche a ricavare exploit dalle patch pubblicate in poche ore invece che in settimane (Teleborsa).
Le banche europee non hanno accesso a Mythos. Per Elderson questo non giustifica l'inazione, anzi rende ancora più urgente agire subito. Il giorno dopo la BCE ha chiesto piani aggiornati, specifici per ogni istituto e in linea con DORA (Milano Finanza).
Nella lettera di luglio la BCE chiarisce che non si tratta di un rischio legato a un singolo strumento. È un cambiamento di lungo periodo: i rischi non sono nuovi, ma si materializzano molto più in fretta e su scala più ampia.
La richiesta della BCE alle banche significative
Il 7 luglio 2026 la presidente del Consiglio di vigilanza Claudia Buch ha scritto ai CEO delle banche significative (lettera SSM-2026-0301). Ogni banca deve valutare l'impatto del nuovo scenario e preparare un piano d'azione completo, con misure concrete, risorse, ruoli e tempi di attuazione. Il piano va consegnato al Joint Supervisory Team entro il 31 ottobre 2026.
L'allegato alla lettera indica sei aree, quattro di breve periodo e due strutturali:
- Proteggere la superficie d'attacco: inventario degli asset ICT, compresi software di terzi e open source, monitoraggio continuo di ciò che è esposto su Internet, cloud e VPN verso terzi.
- Accelerare vulnerability e patch management: scansioni prioritarie, patch più frequenti e più numerose, change management che consenta interventi rapidi, clausole adeguate negli SLA con i fornitori.
- Rafforzare monitoraggio, rilevamento e difese basate sull'AI: log applicativi e di accesso, traffico di rete, indicatori di compromissione.
- Governance, budget, formazione e filiera: verificare che persone, strumenti e capacità di cambiamento bastino, e ricordare che la banca resta responsabile dei servizi esternalizzati.
- Difesa in profondità e modernizzazione: segmentazione, zero trust, MFA, logging completo, sviluppo sicuro, sostituzione o protezione dei sistemi legacy.
- Resilienza operativa: gestione delle crisi, risposta e ripristino testati, esercitazioni su scenari ad alta velocità, condivisione delle informazioni.
La BCE chiede anche di rivedere il risk appetite framework, con metriche e soglie sulla frequenza delle patch. Per alleggerire il carico ha spostato da settembre 2026 a febbraio 2027 il questionario annuale IT Risk.
La comunicazione di Banca d'Italia per gli altri intermediari
Il 17 luglio 2026 Banca d'Italia ha pubblicato una comunicazione al mercato rivolta ai soggetti che vigila direttamente:
- banche e gruppi bancari meno significativi, compresa Bancoposta;
- istituti di pagamento e di moneta elettronica;
- imprese di investimento, società di gestione e gestori di fondi alternativi;
- fornitori di servizi per le cripto-attività e di crowdfunding;
- intermediari finanziari ex art. 106 TUB.
Le aree sono sei: governance, igiene informatica, gestione delle risorse informatiche e della superficie di esposizione, vulnerabilità e patch, monitoraggio e difesa, attività di test. Per la governance Banca d'Italia chiede espressamente che il CdA abbia al suo interno competenze tecnologiche, anche sull'intelligenza artificiale. Chiede anche requisiti contrattuali precisi verso i fornitori sul monitoraggio della sicurezza e sulla gestione delle patch.
Cosa va consegnato entro il 31 dicembre
- Il CdA esamina la comunicazione in una seduta congiunta con il Collegio Sindacale e avvia la stesura di una relazione.
- Per ciascuna area, la relazione descrive il livello attuale di esposizione al rischio, l'adeguatezza dei presidi, le carenze e le priorità.
- Il piano di lavoro allegato indica azioni, tempi e investimenti, in proporzione al profilo di rischio, e il modo in cui il CdA ne verificherà l'avanzamento.
- L'intermediario comunica alla Vigilanza un punto di responsabilità aziendale, ad esempio la funzione di controllo dei rischi ICT di secondo livello.
Le due richieste a confronto
| BCE | Banca d'Italia | |
|---|---|---|
| Documento | Lettera SSM-2026-0301, 7 luglio 2026 | Comunicazione al mercato, 17 luglio 2026 |
| Destinatari | Banche significative | Banche meno significative, IP, IMEL, SIM, SGR, gestori di FIA, CASP, crowdfunding, intermediari ex 106 |
| Cosa consegnare | Piano d'azione | Relazione per area con piano di lavoro allegato |
| A chi | Joint Supervisory Team | Vigilanza di Banca d'Italia |
| Scadenza | 31 ottobre 2026 | 31 dicembre 2026 |
| Governance | Responsabilità primaria dell'organo di amministrazione | CdA in seduta congiunta con il Collegio Sindacale; punto di responsabilità comunicato alla Vigilanza |
| Riferimento normativo | DORA, ESRB, NIS2 | DORA (artt. 4, 24 e 25), principio di proporzionalità |
Come prepararsi: una proposta di percorso
Per chi deve consegnare la relazione a Banca d'Italia restano circa dieci settimane. È la nostra lettura di come usarle, da adattare alla dimensione e all'esternalizzazione dell'IT di ogni istituto.
- Seduta congiunta e punto di responsabilità: fissare subito la seduta CdA–Collegio Sindacale e nominare il punto di responsabilità, perché sono il presupposto formale della relazione.
- Inventario e superficie esposta: partire da cosa è raggiungibile da Internet, compresi i servizi gestiti dall'outsourcer, perché è l'area che entrambe le autorità mettono al primo posto.
- Misurare i tempi di patch: ricavare dai sistemi di ticketing il tempo reale tra pubblicazione di una vulnerabilità e correzione in produzione, per gravità. Senza questo dato la relazione non può descrivere il livello attuale.
- Fornitori ICT: verificare clausole su tempi di remediation, evidenze di test e diritto di audit. Gli outsourcer bancari riceveranno la stessa domanda da tutte le banche clienti.
- Gap e priorità per area: per ogni area, carenze e interventi con tempi e investimenti, proporzionati al profilo di rischio.
- Test: inserire nel piano esercitazioni su scenari rapidi e ad alto volume, in linea con gli artt. 24 e 25 di DORA.
Hyperion ha costruito su questo percorso la practice Mythos Ready. Il Mythos Ready Check è una gap analysis di 3–4 settimane mappata su DORA e sulle attese delle autorità, che si chiude con un report per il CdA e la vigilanza. Per un confronto: info@hyperionsrl.cloud.
Questo articolo riassume documenti pubblici e non costituisce consulenza legale o regolamentare. Per gli obblighi del singolo intermediario fanno fede i testi delle autorità e le indicazioni della propria funzione compliance.
Domande frequenti
Qual è la scadenza della BCE per il piano contro i rischi cyber dell'AI?
Il 31 ottobre 2026. Con la lettera SSM-2026-0301 del 7 luglio 2026 la BCE chiede a ogni banca significativa di inviare al proprio Joint Supervisory Team un piano d'azione contro le minacce cyber abilitate dall'intelligenza artificiale.
Le BCC e le banche meno significative devono presentare un piano?
Sì, a Banca d'Italia e con una scadenza diversa. La comunicazione del 17 luglio 2026 chiede a banche e gruppi meno significativi, istituti di pagamento e di moneta elettronica, imprese di investimento, SGR, gestori di FIA, fornitori di servizi per le cripto-attività e di crowdfunding e intermediari ex art. 106 TUB di trasmettere entro il 31 dicembre 2026 una relazione con allegato un piano di lavoro.
Chi deve approvare la relazione richiesta da Banca d'Italia?
Il Consiglio di Amministrazione, che deve esaminare la comunicazione in una seduta congiunta con il Collegio Sindacale e avviare in quella sede la stesura della relazione. Ogni intermediario deve inoltre comunicare alla Vigilanza uno specifico punto di responsabilità aziendale, ad esempio la funzione di controllo dei rischi ICT di secondo livello.
Cosa deve contenere la relazione per Banca d'Italia?
Per ciascuna delle aree indicate (governance, igiene informatica, gestione delle risorse informatiche e della superficie di esposizione, gestione delle vulnerabilità e delle patch, monitoraggio e difesa, attività di test) il livello attuale di esposizione al rischio e l'adeguatezza dei presidi, le principali carenze e le priorità, e un piano di lavoro con azioni, tempi e investimenti, proporzionato al profilo dell'intermediario.
Serve avere accesso a Mythos per rispondere alla vigilanza?
No. Le banche europee oggi non hanno accesso a Mythos, e la BCE ha chiarito che questo non giustifica l'inazione. Le autorità chiedono di rafforzare inventari, patch management, monitoraggio, fornitori e test con gli strumenti disponibili, compresi quelli basati sull'AI, purché valutati e sottoposti a supervisione umana.
La lettera della BCE introduce nuovi obblighi rispetto a DORA?
No. La BCE scrive che i requisiti del Digital Operational Resilience Act restano pienamente rilevanti e validi, e chiede di applicarli tenendo conto della maggiore velocità con cui l'AI permette di trovare e sfruttare le vulnerabilità. Anche Banca d'Italia richiama DORA, in particolare gli articoli 24 e 25 sui test di resilienza operativa digitale.
Fonti
- BCE, Addressing AI-enabled cybersecurity threats, lettera SSM-2026-0301, 7 luglio 2026 (PDF, in inglese)
- Banca d'Italia, Comunicazione al mercato in materia di resilienza operativa digitale e modelli avanzati di Intelligenza Artificiale, 17 luglio 2026 (PDF)
- Teleborsa, Elderson (BCE) sollecita le banche europee a prepararsi, 13 maggio 2026
- Milano Finanza, AI, allarme Bce su Anthropic, 14 maggio 2026
- Cybersecurity360, Ultimatum BCE alle banche: alzate le difese contro la minaccia AI, 7 luglio 2026